La Giunta Comunale di MARZABOTTO
considerato che
il Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, intitolato “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” definisce già nel titolo la scarsa lungimiranza, per non voler ipotizzare l’incompetenza o, peggio ancora, il dolo, di una maggioranza che a poche settimane da una manovra finanziaria di oltre 40 miliardi di Euro ed aver ripetutamente detto che non vi era alcun problema per la finanza pubblica e che il Paese era al sicuro da ogni attacco posto in essere dai mercati finanziari, si trova a dover proporre, in tutta fretta, un nuovo pacchetto di misure definite non solo ulteriori, ma soprattutto urgenti;
sottolineato che
la manovra, come oramai è chiaro a tutti, considerati i fortissimi contrasti che quotidianamente nascono tra le componenti della maggioranza di governo e all’interno dei singoli partiti, è evidentemente il frutto di un raffazzonato modo di intendere il risanamento della finanza pubblica, ancora una volta perseguito a scapito di chi ha sempre pagato le tasse, senza comprendere che la lotta all’evasione fiscale, attuata attraverso una riforma del fisco da troppo tempo procrastinata, rappresenta il vero strumento attraverso il quale non solo correggere i conti dello Stato, ma riportare quell’equità del trattamento impositivo che oramai nessuno nega debba divenire realtà;
ribadito che
la manovra agisce su numerosi fronti, non ultimo quello dei tagli agli Enti Locali, scaricando in tal modo sui Comuni e sulle Regioni l’onere di ridurre i servizi alla cittadinanza o di aumentare ulteriormente il carico fiscale locale, ma l’apice della “pochezza” la manovra lo raggiunge quando, all’articolo 1, comma 24, prevede di spostare le festività introdotte con legge dello Stato, nonche' le celebrazioni nazionali e le festivita' dei Santi Patroni il venerdi' precedente oppure il lunedi' seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero farle coincidere con tale domenica;
considerato inoltre che
la tesi sostenuta dal Governo è che in tal modo si eviterebbero i cosiddetti “ponti”, recuperando giorni lavorativi e quindi garantendo un maggior contributo all’incremento del PIL.
Se questo può apparire vero a prima vista, in realtà nasconde due fenomeni: uno economico ed uno politico-sociale.
Quello economico è legato ad una minore possibilità per i lavoratori di fruire di brevi periodi di assenza dal lavoro (costituiti dalla festività e dai giorni di ferie che dovrebbero prendere per fruire del ponte). Ci si è chiesti cosa comporterebbe questo per un mercato del turismo già oggi in crisi e che tiene solo sulla base di una diversa organizzazione che si è dato proprio in funzione delle cosiddette vacanze brevi?
Il secondo fenomeno è di carattere politico-sociale: a nessuno sarà sfuggito come il 25 Aprile, il 1° Maggio ed il 2 Giugno, festa della Repubblica, siano da tempo una ricorrenza per tutti gli italiani.
In queste giornate ci sono le radici della nostro paese, c’è la nostra storia. Non possiamo accettare alcun compromesso.
In base a queste considerazioni
CHIEDE CON FORZA
che tali festività siano confermate, anche perché la giornata del 25 Aprile a Monte Sole ha assunto, per la qualità delle iniziative e per la grande partecipazione, in particolare di giovani, che hanno dimostrato una nuova e grande sensibilità a partecipare a questi eventi nonostante i numerosi tentativi di 'cancellare' le nostre origini e i sacrifici umani di tanti italiani, un significato di valore nazionale, importantissimo, per la valorizzazione della memoria e l’educazione alla pace
Sito web realizzato da Ai4Smartcity s.r.l. © 2024